Dermatite atopica dell'adulto e sofferenza psicologica

Giovedì 12 settembre 2019

La dermatite atopica, la più comune malattia infiammatoria della pelle, ha una prevalenza che varia dal 2,6% all’8,1% nella popolazione degli adulti italiani: il 49,4% dei pazienti presenta una forma lieve, il 36% di entità moderata ed il 14,6% manifesta un eczema atopico severo (Calzavara Pinton et al. 2018).

Studi recenti segnalano l’associazione tra dermatite atopica ed importanti disturbi a carico della sfera psichica quali: depressione, ansia, disturbi del comportamento, stati correlati allo stress e quadri psicotici (Cheng et al. 2015; Shin et al. 2016; Shrestha et al. 2017; Schmitt 2009). Altri autori rilevano un aumento nell'uso di farmaci ansiolitici e antidepressivi (Thyssen et al. 2018).

Cosa hanno osservato i ricercatori finlandesi?

Una recentissima ricerca finlandese, effettuata presso l’Università di Oulu (Kauppi et al. 2019), ha coinvolto una vasta popolazione sperimentale di oltre 57.000 persone (età superiore ai 25 anni) ed ha confermato che nel 17,2% dei casi è presente un evidente disagio psicologico rispetto al 13,1% del gruppo di controllo. Si è trattato di un imponente studio retrospettivo che ha preso in esame la totalità dei pazienti con diagnosi di dermatite atopica, diagnosticati negli ospedali finlandesi dal gennaio 1987 al dicembre 2014.

Nota sulla differenza di genere

I ricercatori hanno rilevato una maggiore frequenza del disagio psicologico nelle donne (18,6%) rispetto alla popolazione maschile (14,8%). Tuttavia i disturbi più gravi, quelli dell’area psicotica (schizofrenia e disturbo schizotipico) sono risultati maggiormente a carico dei pazienti di sesso maschile. Per quanto riguarda i disturbi d’ansia la percentuale è significativamente più elevata nelle donne. Infine i disturbi di personalità e del comportamento (DSM-IV – ICD-10) sono presenti nel 2,2% di donne e uomini.

Disturbi depressivi e ansia patologica

La ricerca evidenzia che tra tutte le diagnosi psichiatriche studiate in pazienti con dermatite atopica, il rischio di depressione è il più pronunciato essendo presente nel 10,4% dei soggetti; l'ansia invece rappresenta la terza comorbidità psicopatologica più comune.

Quali sono le cause della comorbidità psicopatologica nei pazienti atopici?

Le cause alla base della presenza di complesse patologie psichiche nei pazienti adulti affetti da dermatite atopica non sono completamente comprese. Alcuni autori suggeriscono che:

- prurito intenso,

- disturbi del sonno,

- stress emotivo,

- stigma sociale,

- aumento dei livelli di citochine, comuni sia alla condizione dermatologica che psicologica,

possano essere considerati fattori coinvolti nella eziopatogenesi del fenomeno (Silverberg 2017).

Inoltre l’eczema atopico, essendo una malattia cronica, rappresenta un pesante onere a lungo termine sia per i pazienti che per le famiglie, determinando un gravoso impatto sulla qualità della vita.

Il contributo dello psicoterapeuta nel trattamento del paziente atopico

Da tempo è nota alla comunità scientifica dei dermatologi la presenza, nei pazienti affetti da malattie cutanee croniche, da un lato, dell’impatto negativo sulla qualità della vita, dall’altro il manifestarsi di sofferenza nella salute psichica (Gupta et al. 2003; Picardi et al. 2004; Fried et al. 2005; Kurd et al. 2010; Tat et al. 2019).

Le nuove frontiere della terapia, inizialmente avviate soprattutto in Germania (Diepgen et al. 2003), Francia (Barbarot et al. 2007) e successivamente anche in Italia (Ricci et al. 2009; Aiazzi et al. 2014), si sono accorte dell’importanza dell’utilizzo di figure terapeutiche non provenienti dalle discipline dermatologiche. In particolar modo sono stati introdotti gli psicologi e gli psicoterapeuti, al di dentro di un processo di cura multidisciplinare ed integrato. L’intervento psicologico/psicoterapeutico è da ritenersi opportuno soprattutto nei seguenti casi:

- difficoltà nella compliance terapeutica,

- frequenti riacutizzazioni della malattia,

- difficoltà nella gestione del sintomo del prurito,

- disturbi del sonno.

In conclusione la tradizionale visione della dermatologia classica si è quindi arricchita del contributo apportato da altre discipline, fra queste una posizione non di secondo piano va riconosciuta al supporto psicologico e a quelle metodologie che considerano la relazione umana fattore di cura. A ben vedere l’attenzione delle discipline psicologiche alle malattie della pelle è di antica data: già negli anni ’40 la psicoanalisi cercò di occuparsene, e con lo scorrere del tempo divennero numerosi gli autori che si sono dedicati a questa riflessione. Quindi possiamo accogliere con favore l’indicazione implicita che deriva dal recente studio finlandese, dato che in esso si rileva con chiarezza l’influenza sulla sfera psichica della malattia e dei suoi sintomi. Pertanto si sottolinea l’importanza dello psicoterapeuta come figura di supporto ed accompagnamento.

Rosalba Aiazzi